ENGLISH
VERSION

 

THE BIG QUESTION
da fine febbraio in DVD
distribuito da
Rarovideo/Minerva

Il film documentario ‘The Big Question’ diretto da Francesco Cabras e Alberto Molinari è già uscito in sala a New York e in altre tre città degli Stati Uniti lo scorso marzo. Si tratta del primo documentario italiano distribuito nelle sale degli Stati Uniti; pur avendo riscosso un reale successo in trenta festival internazionali (primo premio Sun Valley Film Festival Idaho 2006, AFI Festival, Jerusalem FF), ‘The Big Question’ in Italia non è stato distribuito nei cinema.
‘The Big Question’ è un lavoro dalla storia produttiva complessa: né backstage né documentario nell’accezione comune del termine, il film è stato girato sul set di un altro film ‘The Passion’ di Mel Gibson usato come microcosmo e contenitore umano. Gibson dopo averlo prodotto con la sua casa di produzione Icon, blocca il film, ne impedisce la visione e lo censura per quasi un anno a causa di divergenze teologiche sui contenuti dell’opera. Successivamente, a seguito di lunghe trattative, decide finalmente di liberarlo senza chiedere tagli, per rispetto di un lavoro che sotto il profilo artistico aveva comunque apprezzato profondamente. Francesco Cabras interpretava nel suo film la parte del ladrone cattivo Gesmas.
Subito selezionato dall'American Film Institute Festival di Los Angeles, ‘The Big Question’ colpisce Andrew Herwitz (ex agente di Michael Moore per ‘Farehnait’), tanto da acquistarne i diritti di vendita, successivamente ceduti a ThinkFilm, la distribuzione americana indipendente più autorevole di documentari d'autore (Oscar lo scorso anno con ‘Born into Brothels’).
Nel marzo di quest’anno ‘The Big Question’ esce nei cinema USA ma nonostante il notevole successo di critica e pubblico in più di trenta festival internazionali non viene distribuito nelle sale italiane.
Tema del film di Cabras e Molinari è la ricerca personale del divino nell'essere umano. ‘The Big Question’ è stato girato tra Matera e Roma e ha tra i suoi protagonisti Monica Bellucci, Mel Gibson ma soprattutto comparse e figuranti lucane e romane. L’opera si ispira a ‘Comizi d'amore’ di Pier Paolo Pasolini.

 

SELEZIONE RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE
THE BIG QUESTION

VARIETY
Robert Koheler
Intrigante e sorprendentemente arguto documentario… Cabras e Molinari si avvicinano al loro difficile argomento con un tocco leggero, strutturando il proprio lavoro lungo una serie di domande collegate da brevi transizioni sottilmente mistiche e puramente visive.

CINEMA.IT
Maurizio G. De Bonis
Il documentario tocca spesso vertici di profondità assoluta proprio perché sottolinea lo straniamento che ogni soggetto prova nel definire Dio… Ci sono brani deliranti, commoventi e autenticamente tragicomici, nei quali è percepibile non tanto il soprannaturale ma la straziante fragilità degli esseri umani, e la loro reale solitudine.

IL VENERDI’ DI REPUBBLICA
Federica Lamberti Zanardi
Il documentario è un viaggio nella spiritualità con domande forti, difficili… non pensiate che ‘The Big Question’ sia una sorta di backstage di ‘The Passion’. No, è ben altro: un viaggio verso il centro di se stessi, un ritornare a farsi domande che per molti sono scomparse dal lessico quotidiano.

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Serafino Paternoster
Va detto subito: si tratta di un vero e proprio capolavoro. Forse era dai tempi di Pier Paolo Pasolini e del suo Vangelo che non si vedeva sul grande schermo un lavoro capace di raccontare in modo così efficace, suggestivo ed a tratti ironico il rapporto fra uomo e religione… In alcuni casi esiste una labile differenza fra film e documentario, ma quando i due modelli s’incrociano il risultato è un’opera d’arte.

CINEMAVVENIRE.IT
Sergio Di Lino
Capita di rado di trovarsi di fronte a un documentario così lucido, curato, coerente, e al tempo stesso piacevole alla visione. Un’opera che sposa ricerca sul linguaggio ed entertainment… The Big Question è anche una straordinaria commedia, una "commedia umana" in senso balzacchiano, un ritratto di gruppo di un’incisività che neanche i più attenti osservatori contemporanei del costume e della società italiani sono riusciti a raggiungere: ci sarebbe da meravigliarsi nel trovare una tale capacità di scandaglio in film di Gabriele Muccino, di Giuseppe Piccioni o di Cristina Comencini.

LA STAMPA
Alessandra Levantesi
I registi dichiarano di essersi ispirati al film-inchiesta di Pasolini «Comizi d'amore», ma la variante che ne propongono è stilisticamente più raffinata.

AMERICAN FILM INSTITUTE
Shaz Bennet
‘The Big Question’ raggiunge una sensibilità visiva e spirituale senza paragoni sulla strada che va verso la pace interiore e la comprensione del divino.

ROLLING STONE
…quello che ne è uscito non è un backstage. E neanche un semplice documentario. The Big Question, ispirato al pasoliniano ‘Comizi d’amore’ è un film rigoroso (nella messa in scena), ambizioso (nell’interrogare e interrogarsi sul senso del divino) e ispirato.

TIME OUT
Yael Shov
Un documentario filmato, diretto e montato a meraviglia.

FILMSTEW.COM
Todd Gilchrist
Invece che soffermarsi sulle sofferenze fisiche del Cristo come ha fatto Gibson, i filmakers scelgono un approccio più esistenziale alla materia, arrivando allo stesso risultato: fortunatamente però, con molto meno sangue! Ci sono molte riprese veramente belle, tra queste un montaggio delle mani degli intervistati che merita di essere considerato come un breve film di per se’.

FILMCRITIC.COM
Matt Langdon
È un film fortunato, girato magnificamente e montato con arte. E si! Mel Gibson fa parte delle tante teste parlanti che ci raccontano in cosa credono. Cercate questo film quando uscirà!

TAGLIO CORTO
Tommaso Casini
Un’idea coraggiosa e innovativa, dallo spiccato approccio socio-psicologico… Il lavoro corre sul filo dell’esplorazione dei sentimenti spontanei che solo le domande a bruciapelo possono suscitare. Il risultato è notevole… Una grande cura è rivolta alla fotografia, sorprendente per un lavoro tutto in digitale, che è stato arricchito con splendide immagini decontestualizzate dei Sassi di Matera che offrono allo spettatore momenti di riflessione e godimento estetico nell’alternarsi delle testimonianze. Questi luoghi sono ritratti in modo surreale e onirico.

WWW.NONSOLOCINEMA.COM
Giovanni Santoro
In quest’opera troviamo tutta quell’introspezione psicologica, quella contemplazione e meditazione sul mistero di Dio che, surclassate dagli zampilli di sangue e dai brandelli di carne, non avevano trovato posto nel kolossal di Gibson. Un film per confrontarsi con la forza problematica di interrogativi spirituali oggi più cruciali che mai.

CORRIERE DELLA SERA
Giovanna Grassi
Un’altra Passione sta per arrivare sugli schermi e farà certo discutere come quella del film di Mel Gibson.

VARIETY
Amy Dawes
Niente a che fare con un ‘Backstage’, la loro splendidamente girata, misurata e meditativa opera.

HA’ARETZ
Uno dei documentari più belli, più interessanti e innovativi del Jerusalem Film Festival 2005 è “The Big Question”. I registi hanno girato il film dietro alle quinte della “Passione”, ma non si tratta di un solito documentario su questo soggetto. Al contrario, la sua originalità è ciò che lo rende tanto interessante.

IL QUOTIDIANO
Isabella Marchialo
Cabras e Molinari mettono insieme un archivio di profonda umanità: religioni, idee, convinzioni e incertezze accomunati dalla consapevolezza di un’inspiegabile fragilità, quella che trema nell’animo davanti alla ‘grande domanda’.

 

PRESS KIT

GANGA
presenta

‘THE BIG QUESTION’

un film di
Francesco Cabras e Alberto Molinari

tutti, almeno una volta nella nostra vita,
ci siamo posti questa domanda

SINOSSI BREVE
Quali erano gli interrogativi esistenziali e assoluti che molti di noi hanno iniziato a porsi e a domandare a insegnanti, preti e genitori tra la pubertà e l’adolescenza?
‘The Big Question’ nasce da un’idea molto semplice e nello stesso tempo abbastanza complessa: porre delle domande estremamente dirette a un campione numeroso di persone circa la propria, intima, percezione del divino. Microcosmo e sorprendente ‘contenitore sociologico’ di questo campione è il set di un dibattuto film sulla passione di Gesù Cristo, un vero e proprio non-luogo ritratto in modo estraniato.
Cardine del documentario, che si guarda come si leggesse un singolare taccuino di catechismo laico, è l’eterogeneità culturale, religiosa, sociale e geografica presente sul set. Si sussegue una vasta rappresentanza della natura umana attraversando gli argomenti posti dalle domande in una ricerca che tocca tutti, credenti, atei, agnostici o distratti. Anima allegorica e conduttrice di tutte le testimonianze è il viaggio quasi ieratico e onirico di un cane bianco che attraversa valli, montagne e paesi fantasma della Lucania.
SINOSSI LUNGA
Il documentario si basa su un’idea molto semplice e nello stesso tempo abbastanza complessa: porre delle domande estremamente dirette a un campione numeroso di persone circa il proprio intimo rapporto con Dio, la spiritualità e la fede.
Uno degli interrogativi è: “Chi è Dio per te”. Una domanda, banale e al contempo difficilissima, che supporrebbe forse non solo una risposta lunga ore ma probabilmente lunga una vita. L’idea e l’esperimento è quello di fotografare delle risposte immediate e più possibile prive di sovrastrutture. Utilizzare il limite apparente di un’intervista non annunciata per raggiungere brevi attimi di verità e onestà.
Il cardine del documentario è dato dalla vasta eterogeneità di tipologie umane, religiose e geografiche e dalla loro provenienza. Tutti gli intervistati infatti hanno vissuto all’interno di un eccezionale microcosmo estemporaneo, ovvero sul set di un noto e dibattuto film sulla passione di Gesù Cristo. Persone di cultura, età, ed estrazione molto diverse tra loro. Ciò che si è tentato di ottenere è una vasta, razionale o poetica, estrema o sfumata gamma di differenze nel vissuto personale della spiritualità. Si parla cioè, in questo documentario, non di un argomento, ma di uno di quei pochissimi aspetti della vita che toccano qualsiasi essere umano, ateo, agnostico, mistico che sia.
La regia delle interviste è semplice e rigorosa, curata fotograficamente come una Polaroid di grande formato. Le testimonianze sono integrate e alternate con immagini decontestualizzate dei Sassi di Matera e delle chiese rupestri della Murgia. Questi luoghi sono ritratti in modo quasi destrutturato, surreale e onirico attraverso il viaggio simbolico di un cane bianco.
La lavorazione è durata un anno e mezzo tra riprese effettuate a Matera, Craco, Pisticci e Roma, oltre duecento ore di girato, montaggio e registrazione delle musiche. La colonna sonora originale è composta dal Maestro Alessandro Molinari e da musicisti provenienti da Italia, Mongolia, India e Honduras. Tra questi, Kamal Sabri, Enk Jarghal, Khaoticos e Maurizio Jorio.
Linea ispiratrice di ‘The Big Question’ è sicuramente il documentario ‘Comizi d’amore’ di Pier Paolo Pasolini.

CREDITI

Produzione:
GANGA

Regia, Fotografia e primi operatori di macchina:
Francesco Cabras, Alberto Molinari

Montaggio:
Alberto Molinari, Francesco Struffi

Musica:
Alessandro Molinari

Suono:
Alessio Costantino

Compositing:
Francesco Struffi

Regia seconda unità e secondo operatore:
Francesco G. Raganato

Aiuto regia:
Nando Irene, Simone Spinazzè

Supporto Tecnico:
Blu video s.r.l. Produzioni cinematografiche

Soggetto:
Francesco Cabras

Additional music:
Kamal Sabri, Enkh Jargal, Khaoticos, Maurizio Jorio, Alberico Larato, Orlando Mascia, Corale Canepa, Boches de Orune con Gavino Murgia.

Dur. 68'

FRANCESCO CABRAS
Nato a Roma nel 1966, è regista, autore, direttore della fotografia e produttore di documentari, videoclip musicali, pubblicità e programmi televisivi. Nel 1999 ha fondato la società di produzione indipendente GANGA insieme ad Alberto Molinari e Francesco Struffi con i quali ha realizzato la maggioranza dei suoi lavori. Come attore vince il premio come migliore attore protagonista al Sacher Festival 1997 con ‘Cosmos Hotel’ di Varo Venturi. In seguito ha recitato in produzioni internazionali come ‘The Passion of the Christ’ di Mel Gibson, ‘Il mandolino del Capitano Corelli’ del premio Oscar John Madden e ‘Equilibrium’ di Kurt Wimmer. E’ laureato in psicologia. Come giornalista e fotografo specializzato in reportage sociali, di musica e di viaggio, ha trascorso lungo tempo in Asia dove ha incontrato nel 1995 il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi per un’intervista esclusiva durante i suoi arresti domiciliari in Birmania. E’ autore di favole e testi musicali tra cui il ritornello della canzone ‘Tre parole’.
ALBERTO MOLINARI
Nato a Roma nel 1965, è regista, autore, direttore della fotografia, produttore e montatore di documentari, videoclip musicali, pubblicità e programmi televisivi. Nel 1999 ha fondato la società di produzione indipendente GANGA insieme ad Francesco Cabras e Francesco Struffi con i quali ha realizzato la maggioranza dei suoi lavori. Ha diretto artisticamente e fondato insieme ad altri soci ‘Il Locale’,  un club romano che ha raccolto e lanciato molta della scena musicale e teatrale italiana degli anni novanta. Ha fatto il bassista in alcune band del periodo. E’ diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Lavora come attore in molte produzioni cinematografiche, televisive e teatrali. Tra queste ‘Regina’ di Carlo Lizzani, e ‘Volevamo essere gli U2’ la commedia italiana più rappresentata degli ultimi dieci anni.
FRANCESCO STRUFFI
Nasce a Roma nel 1969. Nel 1999 ha fondato la società di produzione indipendente GANGA insieme ad Alberto Molinari e Francesco Cabras con i quali ha realizzato la maggioranza dei suoi lavori. Con un passato da Free-Lance, è montatore, art director, graphic designer, webmaster, responsabile di  progetti multimediali,  ed esperto di elaborazioni digitali. Ha anche realizzato lavori da regista e operatore di macchina. Vive tra la Spagna e l’Italia.
ALESSANDRO MOLINARI
Nato a Roma nel 1961 ha studiato Pianoforte, Composizione e Direzione d’Orchestra in Italia e all’estero. Ha composto musica per il Teatro, la Televisione e la Radio, vincendo numerosi premi (tra gli ultimi: LAIFA, Los Angeles Italian Film Award 2002 per “ITALIAN SOLDIERS” di F. Cabras, Premio Italia 2000 per “Il Castello di Eymerich”, sceneggiato radiofonico Rai; Premio Torino Film Festival 2000 per “Zitti tutti” di Daniele Cini; Premio Fondi La Pastora 2000 per “Erzbeth Bathory” di Dacia Maraini; “Sell your body, now!” di M. Puccioni, pluripremiato a Festival internazionali 1999 e 2000).
Ha scritto, orchestrato e diretto le Colonne Sonore di vari film, tra i quali:
- “DEKRONOS” di Rachel E. B. Griffiths,  con Naike Rivelli (2004)
- “LA STORIA DI LEO” di Mario Cambi (2004, film a cartoni animati 3D)
- “NESSUNO ESCLUSO” di Gianfranco Pannone (2004)
- “RED RIDING HOOD” di J. K. Cimini (2003)
- “L’APETTA GIULIA E LA SIGNORA VITA” di P. Modugno  (cartoni animati 2003)
- “LAST FOOD” di Daniele Cini (2003)
- “UNA GRANDE FORTUNA” di F. Cabras e A. Molinari (Torino Film Festival 2002)
- “FATE COME NOI” di Francesco Apolloni (Premio del Pres. Della Rep. GIFFONI 2002 e
                                Globo d’oro 2003 della Stampa estera)
- “LA VERITA’ VI PREGO SULL’AMORE” di F. Apolloni (vincitore del Nice Film Festival di
 New York e San Francisco 2002, vincitore del Festival di Grosseto 2001)
- “L’APPUNTAMENTO” di V. Bilbao La Vieja (2000, Premio Miglior Film al Festival di Foggia)
- “L’AMERICA A ROMA” di G. Pannone (RAI -INTELFILM, apertura del Festival di
    Locarno 1998, II premio a S.Benedetto del Tronto 1999) 
- “LA MEDAGLIA” di Sergio Rossi, con Franco Nero (Festival di Venezia 1997)
- “I BRIGANTI DI ZABUT” di Pasquale Scimeca (Festival di Taormina 1997 )
- “IL TEPPISTA” di Veronica Perugini (ed. VIGIESSE, Festival di Venezia 1995)
- “RITORNO A PARIGI” di Maurizio Rasio (ed. EMI MUSIC, Festival di Venezia 1995)
- “OASI” di Cristiano Bortone con Valentina Cervi (ed.EMI MUSIC, Fest. di Venezia 1995
KAMAL  SABRI
Appartiene alla settima generazione di una famiglia di musicisti classici indiani. Attraverso l’insegnamento del padre, il Maestro Ustad Sabri Khan, Kamal si è rivelato un bambino prodigio e oggi un virtuoso del Sarangi (violino indiano il cui suono può essere molto simile alla voce umana). Kamal Sabri ha partecipato a innumerevoli festival internazionali e indiani, suonando e registrando con artisti quali Massive Attack, Jan Garbareck, Talvin Singh, Girija Devi and Ustad Fateh Ali Khan.
ENKH JARGAL
Il musicista e sciamano mongolo Enkh Jargal suona il Morin-Khoor (strumento ad arco) e canta. Il suo è un canto armonico, detto anche canto difonico o sdoppiato, si tratta di una tecnica sciamanica antichissima per mezzo della quale si riesce a riprodurre simultaneamente più di una nota: un bordone e una melodia che con regole precise offre una vasta gamma di utilizzo, capace di produrre un forte impatto nell' ascoltatore. Il suo ultimo album è ‘Hoirr ongo’, etichetta Klang Welten.
KHAOTICOS
I Khaoticos nascono nel 2000 a San Pedro Sula in Honduras. Guidati dal torrido chitarrista, songwriter e produttore Max Urso, i Khaoticos sono una delle più popolari  rock band centroamericane con più di 150 concerti all’anno. Hanno da poco terminato il loro primo tour negli Stati Uniti e il primo cd “Regalando Cerezas a Lucia” edito da Costa Norte Records.
MAURIZIO IORIO
Maurizio Iorio ha lavorato come session man per i più prestigiosi studi di registrazione italiani come il Forum, di Roma e il Jungle Sound di Milano. Ha fatto tournee con Ron, Alex Britti, Paola Massari e Alberto Fortis. Dal 1999 al 2001 lavora con Moltheni. L’anno successivo registra due brani scritti da Nicola Piovani per la colonna sonora di un TV movie. Al momento sta lavorando su composizioni elettroniche che saranno il soundtrack di letture di poesia. Il suo promo album si chiama "Psychaedelica".

CAST

GREG (il cane)
Trovato nella campagna lucana in mezzo a una cucciolata selvaggia, si è alzato e ha seguito istintivamente il suo padrone Nando appena lo ha visto. Incrociato con un lupo della Murgia, non è mai stato addestrato benchè sia estrememente intelligente e comunicativo. Vive scorrazzando libero tra i Sassi di Matera insieme al suo padrone, amato e riconosciuto da tutti gli abitanti. Grazie alla sua bellezza, grazia e tenacia i registi si sono convinti a ritrarlo come una sorta di spirito itinerante in costante ricerca. Il suo carattere indipendente e selvatico ha comunque reso sufficientemente impegnative le riprese

E LE PERSONE COINVOLTE NEL SET DEL FILM SU GESU'

PRODUZIONE

GANGA S.r.l.

Largo Generale Gonzaga del Vodice, 4
00195 - Roma - ITALIA

Tel. +39 06 37511896
Tel-fax +39 06 37511896

info@gangafilm.com

www.gangafilm.com